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Francesco Monteleone ti dà il Benvenuto nel sito
Scoprire la password del wifi su android PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 11 Ottobre 2017 22:02

L'operazione che vi andrò a descrivere è necessaria quando, per un motivo o un altro, avete una password memorizzata nel vostro tablet o telefono di tipo Android, ma non la ricordate. L'evenienza tutt'altro che sporadica non è di facile soluzione:

ATTENZIONE L'OPERAZIONE DEL PUNTO 1 PU0' ESSERE RISCHIOSA PER IL TERMINALE, QUALORA ANDIATE A TOCCARE/CANCELLARE FILE DI SISTEMA.

1) si dovrà installare sul device android un componente che consenta di effettuare il cosiddetto root, operazione che vi consentirà di accedere ai file di sistema del terminale. Per fare questo potete usare varie metodologie descritte in rete, ma un metodo semplice consiste nell'installare KINGROOT, un'applet che consente l'accesso totale al device tramite alcuni programmi che andranno autorizzati su Kingroot. Durante l'installazion autorizzatei l'accesso completo al device. Dopo installate l'applet ES Explorer un utile programma per cercare file dentro il vostro device, quindi autorizzate, tramite Kingroot, l'applet ES explorer ad avere i diritti di root.

2) una volta che ES Explorer ha i diritti di root, cercate nel device il file wpa_supplicant.conf secondo la presente posizione della cartella

disp/data/misc/wifi (ovviamente dovete cercare nel device e non nella scheda SD)

3) aprite il file con l'applicazione note (anche quella di ES Explorer) et voilà tutte le password compariranno in chiaro.

Non usate la guida per scopi illeciti.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Ottobre 2017 22:23
 
Il campo magnetico rotante PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 30 Gennaio 2017 14:38

Il motore asincrono trifase (detto anche MAT) è una delle meravigliose applicazioni del campo magnetico rotante scoperto/inventato da Galileo Ferraris, la cui dimostrazione è un pò difficile da spiegare ai non addetti. In breve grazie ad una particolare configurazione degli avvolgimenti del motore nello statore (cioé la carcassa esterna) si riesce a creare, grazie anche all'alimentazione in corrente alternata trifase, un campo magnetico con un nord e sud che girano dentro il motore. Questo campo magnetico porterà in rotazione il rotore grazie all'effetto delle correnti indotte sullo stesso per la legge di Faraday-Newmann-Lenz. Per rappresentarvi quest'astrazione ho svolto in laboratorio un piccolo esperimento che Vi darà la reale rappresentazione del campo magnetico rotante: vedrete una pallina di mouse (il cui interno è ferromagnetico) ruotare attirata da questo campo rotante.

LINK AL VIDEO

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Gennaio 2017 15:06
 
Orologi a verga PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 06 Novembre 2016 21:33

Essendo un appassionato di orologi, anche antichi, non posso non parlare degli orologi a verga. Considerando che l'uomo ha sempre sognato di misurare il tempo, per farlo con un oggetto portatile ha dovuto aspettare il 17 esimo secolo, quando cominciarono a nascere i primi orologi da tasca. Questo avevano un particolare sistema di carica con una microcatena che si arrotolava, bilancieri che giravano sopra pietre preziose (diamanti) per evitare il logorio, casse generose in argento. I meccanismi generalmente non avevano tante complicazioni, solo nel 18 esimo secolo sono stati creati i primi meccanismi complessi da Breguet,

Vi consiglio questo sito per imparare la storia degli orologi a verga  https://vergefusee.com/

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Dicembre 2016 22:49
 
Armi aria compressa: calcolo della velocità di un proiettile PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 05 Ottobre 2016 08:41

A qualche appassionato potrebbe capitare di dover calcolare la velocità  di un proiettile di un'arma ad aria compressa. Nei banchi di tiro esistono dispositivi adatti, i cronometri, che con delle fotocellule determinano il tempo su una distanza nota. Chi volesse, SOLO PER UN'ARMA AD ARIA COMPRESSA, testarrne la velocità di uscita di un proiettile potrebbe farlo con un esperimento di fisica suggerito dal bellissimo sito www.earmi.it del magistrato Mori, preziosissima guida nel dedalo di leggi che regolamentano il settore. Purtroppo nei calcoli descritti nel sito c'è un errore, perché i conti non tornano, però  l'idea è ottima e ve la ripropongo con il calcolo corretto. In sostanza è necessario costruire un pendolo che poi dovrò andare a colpire con il proiettile, facendolo oscillare, per il principio di conservazione dell'energia quella cinetica del proiettile si trasformerà in potenziale nel pendolo, dall'equivalenza

1/2 x Mpro x v2 = Mpen x g x L x (1-cos Φ)

Dove Mpro è la massa del proiettile (calibro 4,5 tipica 0,56 grammi) ed Mpen è quella del pendolo in grammi, g è l'accelerazione di gravità pari a 9,81, L la lunghezza del pendolo, Φ è l'angolo di cui oscilla (cos Φ è la funzione coseno presente in calcolatrice), ricaverò la velocità v (estraendo la radice quadrata) che convertita mi darà  anche i joule di energia del proiettile.

La costruzione del pendolo la ripropongo dal sito www.earmi.it: la massa del pendolo deve essere una saponetta di 200-250 grammi (il sapone cattura il proiettile in modo da acquistarne completamente la sua energia), il pendolo deve essere sospeso in modo da non ruotare quando colpito (quindi si deve realizzare con 2 doppi fili da cucito ancorati su un doppio cardine come nel disegno:

Pendolo

Il calcolo della velocità è  v = √ (2 x Mpen x g x L x (1-cos Φ)/Mpro)

Il calcolo dell'energia in joule è E = 1/2 Mpro v2

Ultimo aggiornamento Mercoledì 05 Ottobre 2016 11:08
 
Singolare progetto di un motore elettrico elementare PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 02 Febbraio 2016 20:25

Vi vorrei presentare oggi un piccolo esperimento che dimostra, anche se non tanto semplicemente, il principio di funzionamento di un semplice motore elettrico. E' un esperimento poco visto, ma di grande impatto, proprio per la sua semplicità.

QUI IL LINK AL MIO VIDEO.

Per realizzarlo abbiamo bisogno: di una vite per legno autofilettantte a testa piatta, un magnete al neodmio, una pila da 1,5 volt di tipo AA, uno spezzone di conduttore elettrico di circa 10 cm spellato alle estremità. Dovrete inserire in serie il negativo della pila - la vite dalla punta - il magnete sulla testa della vite. Con lo spezzone di filo chiudete il circuito dal positivo della pila alla parte laterale del magnete, per magia elettrotecnica il magnete con la vite cominceranno a girare, dimostrando uno dei principi basilari dell'elettrodinamica: l'interazione fra il campo magnetico costante del magnete e la corrente circolante sul conduttore. Potrete usare solo magneti al neodmio per la loro elevata potenza specifica e la loro conduttività, ovviamente di forma circolare.

Ultimo aggiornamento Domenica 17 Aprile 2016 20:24
 
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